MAE – Marina Abramović Element
Dal 19 novembre 2026 al 17 febbraio 2027
Palazzo Citterio presenta MAE – Marina Abramović Element, una serie di performance digitali di Marina Abramović, realizzata con il supporto di TAEX Gallery. Attraverso il proprio avatar, un gemello digitale capace di superare i limiti fisici del corpo, l’artista esplora nuove possibilità di rappresentazione e trasmissione della propria ricerca, da oltre cinquant’anni dedicata alla presenza, alla resistenza e alla relazione con il pubblico.
Progetto realizzato in collaborazione con il Museo nazionale dell’Arte digitale
A cura di Clelia Patella
Al centro di MAE è il gemello digitale di Marina Abramović, una rappresentazione dell’artista che ne custodisce l’identità, la memoria e il linguaggio artistico, acquisendo possibilità che il corpo fisico non possiede. La performance, per sua natura legata all’istante in cui viene vissuta, ha lasciato nel corso della carriera dell’artista alcune delle immagini più riconoscibili dell’arte contemporanea, capaci di conservare qualcosa di esperienze ormai concluse. Dopo una vita trascorsa a esplorare i limiti della resistenza umana attraverso la performance, Abramović affida alla propria immagine la capacità di generare nuove azioni, proseguendo una riflessione sulla presenza e sul modo in cui un’esperienza artistica può continuare oltre il momento in cui ha avuto origine. L’avatar conserva l’aspetto di Marina a sessant’anni, l’età che l’artista associa al momento di maggiore saggezza e comprensione dell’esistenza, fissando così una versione di sé destinata a rimanere immutata mentre la sua vita continua.
A Palazzo Citterio viene presentata una selezione di ritratti appartenenti ad ART, il primo capitolo di Marina Abramović Element, dedicato alla simbologia che accompagna la storia artistica di Abramović. Il volto dell’artista diventa il luogo in cui riemergono immagini e oggetti legati a momenti differenti della sua carriera, ora animati attraverso l’avatar. I serpenti si avvolgono intorno alla sua testa, lo scorpione si posa sul volto, i tentacoli del polpo ne ricoprono progressivamente i lineamenti, mentre una rosa sboccia e si richiude davanti al suo viso. Sono elementi che richiamano opere e autoritratti dell’artista, da Dragon Heads a Portrait with Scorpion, fino a Portrait with Octopus e Portrait with Rose.
Il progetto nasce da Legend, una narrazione elaborata dalla stessa Abramović, nella quale esperienze personali, riferimenti filosofici e simboli della sua ricerca contribuiscono alla costruzione dell’avatar. MAE si inserisce in un percorso di sperimentazione con le tecnologie digitali già avviato dall’artista con Rising (2018) e The Life (2019), due opere in cui la sua presenza appare svincolata dalla materialità del corpo. L’universo di MAE comprende anche METHOD, un secondo capitolo dedicato alle pratiche di concentrazione e attenzione sviluppate dall’artista nel corso dei decenni attraverso il Metodo Abramović. Il progetto permette al sapere maturato dall’artista di entrare in un altro tempo e continuare a generare esperienza.
Sul LED wall, all’interno della Grande Brera, il progetto assume un significato particolare. In un luogo che custodisce immagini capaci di sopravvivere ai secoli, il volto digitale di Abramović mostra come ogni epoca elabori strumenti diversi per conservare ciò che ritiene essenziale. Dopo la tela, la fotografia, il film e la performance, il digitale diventa un ulteriore linguaggio attraverso cui l’arte continua a dare forma alla presenza. In questa continuità risiede il significato profondo di Marina Abramović Element. Accanto al corpo che ha sofferto, resistito, amato, atteso e invecchiato compare ora un’altra rappresentazione di sé, nata dalla sua immagine, che porta la memoria di quella vita senza condividerne necessariamente il destino.

Marina Abramović (Belgrado, 1946) è una delle figure fondamentali della performance contemporanea. Fin dagli anni Settanta ha posto il corpo al centro della propria ricerca, esplorando i limiti della resistenza fisica e mentale e il rapporto tra artista e pubblico. Tra le sue opere più importanti figurano Rhythm 0 (1974), Balkan Baroque (1997), per la quale ha ricevuto il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, e The Artist Is Present (2010), performance di oltre settecento ore presentata al Museum of Modern Art di New York. Nel 2012 ha fondato il Marina Abramović Institute, dedicato alla performance di lunga durata e al Metodo Abramović. La sua ricerca è stata protagonista di importanti mostre internazionali, tra cui la retrospettiva The Cleaner e la personale del 2023 alla Royal Academy of Arts di Londra, dove è stata la prima artista donna a presentare una grande mostra personale nelle Main Galleries. Nel 2025 le è stato conferito il Praemium Imperiale.
Info utili
Quando
Dal 19 novembre 2026 al 17 febbraio 2027
Dove
Palazzo Citterio, piano terra
Orario
Da martedì a domenica: dalle 8.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.00)
Ufficio Mostre ed Eventi
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